Il paese

Storia

Il nostro paese ha probabilmente origini romane. Scavi effettuati da una equipe di archeologi italo-francesi tra il 1982 e il 1984 in località “Tumbules” hanno portato alla luce i resti di una villa romana, abitata fra il 1° e 4° secolo dopo Cristo.

Altri ritrovamenti casuali di oggetti, in località “Masarutes” sono databili intorno al 3° secolo avanti Cristo.

Dopo i romani si presume che nel circondario si siano formati anche insediamenti Longobardi, anche se di ciò non è stata repertata alcuna prova ufficiale. Tuttavia non può certamente essere casuale che le nostre chiese antiche siano state dedicate tutte a San Martino, San Giorgio, San Michele, Santi amati da quella civiltà in quanto Santi guerrieri; simili circostanze sono infatti riscontrabili in diversi luoghi friulani dove l´insediamento longobardo è viceversa ben documentato.

Da quanto risulta fino ad ora nessun etimologo ha saputo dare radici precise al toponimo “Vidulis”. L´unica certezza è che dal 1303 al 1606 veniva chiamato “Vidolis” mentre in seguito si iniziò ad usare “Vidulis”. Questo toponimo potrebbe derivare da “doline”, parola che rispecchia bene la conformazione del nostro territorio.

Qualcuno ha formulato l´ipotesi che in questa località i romani allevassero gli animali da pascolo ( vitulis, vitali = vitello ) da cui il nome Vidulis. Altri sostengono che il toponimo derivi da Vidusso, uno dei cognomi più antichi di questo luogo. Secondo Enos Costantini, nel suo dizionario dei cognomi friulani, Vidus è il diminutivo di Vìd (Vito) ottenuto con il suffisso -ùs e ammette un´eccezione per i Vidusso di Vidulis che potrebbe significare “abitante di Vidulis”. Seguendo il ragionamento del Costantini e tenedo presente che in prossimità di guadi di torrenti o di fiumi frequentemente le terre venivano intitolate a S.Vito potrebbe trovare conferma il fatto che il nome derivi da Vido con Vidulis – Vidot – Vidotes -Vidolis.

Attualmente il paese è situato sulla riva sinistra del Tagliamento, ma anticamente era posto più lontano dal fiume, concentrato nella zona denominata “Gruaria”, attorno alla sua antica chiesa di San Michele. Zona, infatti, ricca di reperti come conci di anfore ritrovate durante i vari scavi effettuati nel nostro paese.

Dalla nostra parte la sponda è ripida e nei punti dove questa si allentava i vidulesi avevano costruito delle mura a protezione dei malintenzionati e per controllare il guado. Certamente quest´ultimo era posto in località “Calderuccio” in corrispondenza al “Troj dai Bernars”, che compare evidenziato in una carta veneziana del 1600, esposta nella nostra sacrestia.

Logicamente, come in altri guadi, quando l´acqua saliva tanto da non poter venire attraversata “a sguazzo” esisteva un servizio di barche per permettere a persone, animali e materiali l´attraversamento dei corsi d´acqua. In epoche diverse si legge che questo servizio veniva svolto dalla famiglia Vidusso.

Casualità o attinenza con il nome del paese?

Fino al 1800 esisteva a Vidulis un porticciolo dove si scaricavano le zattere di legname provenienti dalla Carnia, poi l´alveo iniziò ad allontanarsi dalla riva e l´approdo diventò sempre più difficoltoso, fin quando verso il 1815, questa attività venne abbandonata (esiste ancora la contabilità della società che svolgeva queste fluitazioni).

A Vidulis, differentemente da quasi tutti gli altri paesi, non è mai esistito un pozzo dal quale attingere l´acqua: gli animali si dissetavano negli stagni mentre le persone andavano a prendere l´acqua direttamente nel Tagliamento o nella roggia.

La roggia chiamata “Roggia di San Odorico” ha avuto una grande importanza per i vidulesi, ha permesso loro di dissetarsi, lavarsi, macinare il grano in continuità. Questo canale costruito dai Benedettini di San Odorico verso il 1280 prende l´acqua dal Tagliamento a nord di Carpacco e correndo sotto la riva, giunge fino a San Odorico.

Verso 1400 venne prolungata fino a Codroipo e dette un grande beneficio anche in quelle zone. Con questo canale si assicurava ai rivieraschi un flusso d´acqua continuo e fisso, permettendo di costruire lavatoi, mulini e battiferri.

Fino al 1800 tra Carpacco e Bonzicco la roggia muoveva 18 mole per la macina e 2 magli da battiferro. Attualmente questo corso d´acqua nel suo percorso muove solamente 2 mole e le acque vengono usate a scopi irrigui.

La storia di Vidulis è sempre stata legata alla Pieve di Dignano. Di quest´ultima, le ultime notizie scritte si hanno il 5 giugno 875, mentre per Vidulis le si trovano per la prima volta nel 1300. Infatti nel vecchio Catajan si trova scritto: ” 2 maggio 1303, Paolo che fu Faello de Vidolis muorì nel Signore e fu sepolto nel Cemeterio d´Ignano… “.

In quei tempi la nostra comunità contava forse una sessantina di anime e aveva la sua vecchia chiesa, dedicata a San Michele, a sinistra sulla strada per Maseris, in località denominata “Gruaria”. Si legge che nel 1602 la sua facciata minacciasse di cadere, ma resistette fino al 1754, anno in cui si decise di demolirla per costruire una nuova in mezzo alla villa.

Il terreno su cui edificare la nuova chiesa venne donato dal conte Guglielmo Monaco di Carpacco e il 6 aprile 1756 si pose la prima pietra per la costruzione dell´attuale chiesa, dedicata ai SS Angeli Custodi.

Il famoso tiglio si erigeva ad una decina di metri dal nuovo edificio e all´epoca dei lavori di costruzione misurava già un metro di diametro. Esso era il simbolo di Vidulis ed è stato cantato, raccontato e dipinto per ben 200 anni, fin quando il 30 aprile 1945, un carro armato tedesco in ritirata andò a sbattervi contro, e da quel giorno la pianta iniziò il suo declino. Agonia che durò fino al 1954, infatti fu venduto all´asta pro chiesa per £ 10.000 come legno da ardere.

Ritornando al 1756 ricordiamo che in quel periodo Vidulis contava circa 200 abitanti, le case erano appena ricostruite e coperte di coppi, visto che 20 anni prima, il 25 aprile 1736, Vidulis subì un terribile incendio dove bruciarono quasi tutte le case coperte da paglia. Evidentemente i suoi abitanti erano uniti e coraggiosi, tanto da superare la terribile carestia del 1752, anno in cui i Vidulesi il 26 maggio ipotecarono tutti i loro averi.

Ma il coraggio e la buona volontà non bastavano, carestie epidemie impedivano l´avanzamento della costruzione della chiesa, che dal 1756 durò fino alla consacrazione del 1828.

Terminata la chiesa i vidulesi cominciarono a porsi il problema del campanile.

In quei tempi non esistevano ne automobili né carte geografiche, i viaggiatori si orientavano guardando i campanili pertanto, non avendo il campanile, Vidulis per i viaggiatori passanti non esisteva.

Così nel 1905 s´incominciò a progettare la costruzione, ma arrivò la guerra…

Finiti i combattimenti bellici nel 1921 venne avviata la costruzione del campanile di Vidulis che terminò con l´inaugurazione nel 1924.

Nella costruzione di chiese e campanili bisogna riconoscere ai nostri avi una fede convinta, perché dai documenti risulta che si privavano anche più del necessario, anche addirittura cercando la carità in tanti paesi del Friuli.

Storie di paese

VIDULIS UN PAIS C´AL VIF

Questo paese è un fermento d´iniziative durante tutto l´arco dell´anno: se uno dovesse aderire in toto a quanto viene continuamente proposto difficilmente avrebbe una serata a disposizione del televisore. No, non siamo diversi dalle altre comunità, le liti avvengono anche qui, e che liti! Secondo un vecchio detto, in Friuli si cancellano i rancori solo in occasione di matrimoni o funerali, invece qui a Vidulis si cancellano anche nel momento di rievocare una tradizione. E queste, siano sacre o profane. qui vengono tutte rispettate. Succede così che quanti non si vedono da tempo o vengono a diverbio durante il giorno per il vivere quotidiano, la sera si ritrovino a collaborare insieme per una iniziativa paesana o per rievocare una tradizione. Possiamo quindi considerare una tradizione anche la “festa campestre” visto che quest´anno raggiunge la quarantesima edizione. Questa evento viene sostenuto da tutta la popolazione, ma ne è promotore il Circolo Ricreativo, Sportivo e Culturale Vidulese, un gruppo di persone che si rinnova continuamente e porta avanti quanto proposto precedentemente da altri ora più anziani. L´organizzazione di questa festa è curata nei minimi particolari. Certo ci aiutano l´esperienza e l´ambiente di svolgimento, ma il successo è dovuto principalmente all´offerta di qualità. Tutte le manifestazioni, anche le più importanti, sono ad ingresso gratuito; dalla Germania arriva un´autobotte carica di birra bavarese al naturale che viene servita a caduta. Funziona in fornitissimo bar bianco e una rinomata osteria. Vi offriamo un vasto assortimento di cibarie tra le quali regnano incontrastati il “frico alla Vidulese”, una ricetta paesana senza alchimie e misurini, cucinato e servito come tutto il resto sotto gli occhi del cliente e lo “stinco alla Vidulis” piatto ricco non solo di sapori… Durante i festeggiamenti il paese viene affidato ad un servizio di vigilanza e tutti gli abitanti si riversano in Tagliamento per prestare la loro opera alla sagra. Nelle ore di punta sembra di vivere in una bolgia dantesca, ma ognuno di noi ha il proprio compito, dal più giovane al più anziano; tutti sono in movimento finchè le forze lo consentono, a volte anche oltre e questo solo per il piacere di stare assieme. Siamo orgogliosi di appartenere a questa realtà e l´impegno che mettiamo al vostro servizio vive con la speranza che rimanga in voi il ricordo di una piacevole serata passata in un piccolo paese sulle rive del Tagliamento. VIDULIS …un pais cal vif…

GIACOMO E IL DANUBIO

“Da che parte d´Italia sei Giacomo? “Sono di Vidulis sul Tagliamento, come Budapest sul Danubio” Così rispondeva un nostro emigrante a quanti gli chiedevano da dove venisse. Non esiste maniera più incisiva per collocare geograficamente questo paese. Parlare per descrivere il luogo in cui si vive è come parlare di se stessi: si prova una forma di pudore ed è condivisibile il pensiero che il detto “nessuno è profeta in patria” non valga solo per gli uomini ma anche per i luoghi. Succede così che uno che non è stato emigrante o non viene da fuori non sa apprezzare la bellezza del luogo in cui vive.

OH! ” VIDULIS LA NUIT” CHE CAPITALE…

“Ma che New York, Parigi, Londra! La capitale del mondo per una sera d´estate almeno, si chiama Vidulis. Non è, come potrebbe sembrare, una favola, anche se tutto qui sembra muoversi in una dilatata irrealtà. Vidulis è un paesino sprofondato nel verde della campagna friulana e le sue case tirate a lustro diradano, fiancheggiando la strada ornata di vasi colmi di gerani, fin nel greto del Tagliamento, dalla parte sinistra, incastonandosi, gemma lucente di un regale diadema tra ciuffi di profumati acacie selvatiche.” Così scriveva il bravo Sergio Gervasutti in un suo servizio di 35 anni fa; ebbene in tanti anni questo ambiente non è cambiato granchè. Giungendo da sud, si attraversa il riordino fondiario del medio Friuli. Questa “centuriazione” finisce proprio dove un tempo passava il confine tra il municipio aquileiese e quello di Giulio Carnico. Si intravede tra la vegetazione la vecchia pieve con campanile romanico. Qui comincia il paese di Vidulis, 450 anime che a parer mio sentono ancora la voce della propria coscienza. Metà del territorio è soggetto ai capricci del Tagliamento e l´altra metà a quello della siccità. Con queste premesse non si può certo contare sulla fertilità della campagna, ma in compenso ne guadagna l´aspetto ambientale: lepri, scoiattoli e fagiani vivono tranquillamente nei nostri orti, nei nostri prati e lateralmente alle strade la vegetazione spontanea sembra esaltarsi. I campi sono piccoli appezzamenti pluricolturali circondati da fossati e stradine ombreggiate da alberi e arbusti di ogni specie. che danno a questi luoghi un aspetto fresco e romantico. Appena sotto la sponda del Tagliamento e parallela a questa scorre la vecchia roggia il cui letto è stato fatto dai Benedettini di San Odorico verso il 1300. Fra questo corso d´acqua e la sommità della riva la natura ci offre bellezze incomparabili. Un tempo i ragazzi conoscevano questo territorio palmo a palmo, vi andavano per giochi, per nidi, per erbe e conoscevano l´ubicazione precisa di ogni arbusto selvatico che potesse dare frutto. A sud la riva è ripida tanto da non poter essere percorsa se non obliquamente, poi andando verso nord si allenta e si allarga rapidamente dando luogo a delle conche più o meno profonde. Tali avvallamenti sono coperti da una fitta vegetazione arborea e a valle sono percorsi da una piccola ledra che dopo aver servito il paese si scarica nella roggia. Questa località viene appunto denominata “Busates”. Poi la riva si restringe e s´irripidisce di nuovo per un lungo tratto fino a nord del paese dove si allarga nuovamente e forma le caratteristiche colline di Vidulis. Vengono chiamate colline, ma in effetti essendo la loro cima a livello del territorio circostante sono dei grandi avvallamenti erbosi privi di vegetazione arborea. Tale luogo, per quanti lo conoscono, nel periodo pasquale è meta di tradizionali merende. Nel sottobosco della riva del Tagliamento è onnipresente il pungitopo, che forma ampie chiazze di verde scuro e dà risalto ai ciclamini che spuntano come un prato ai suoi piedi. Il ciclamino nasce spontaneo in questo luogo, a seconda dall´esposizione al sole fiorisce dai primi giorni di giugno ai primi giorni di dicembre. Qui i venti di prevalenza vengono da est, ma nei mesi estivi capita ogni tanto che si sollevi una brezza di zeffiro o di maestrale.

IMMAGINI

Vidulis, piccola frazione del Comune di Dignano, si propone in questa sezione attraverso una piccolissima selezione di immagini. L´armonia delle cose ed il dettaglio di alcuni luoghi sembrano voler testimoniare una qualità di vita ed una serenità ineguagliabili.

Nel rispetto del tempo e nel rispetto della natura!